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Manfred
settima parte






Voce di uno Spirito
Chi è mai là? Un mortale!
Temerario e vile, prostrati e adora!
Voce altro Spirito
Trema e obbedisci!
Prostrati a terra, sol argilla sei, tu nato in terra non ci dei tentare.
Manfred
Io lo conosco e tuttavia, vedete, non m'inchino!
(Coro)
Schiacciate il vii strappatelo a brandelli.
Voce altro Spirito
Indietro, indietro! Costui m'appartiene!
Spirito
Che vuoi?
Voce altro Spirito
Che vuoi?
Manfred
Tu non mi puoi rispondere. Chiama i morti! La mia domanda è a loro!
Voce altro Spirito Grande Arimane, la tua volontà
consente ai desideri di questo mortale?
Arimane
Sì.
Voce altro spirito
Chi vuoi disseppellire?
Manfred
Una che non ha tomba. Evoca Astarte.
Voce Nemesi
Ombra, Spirito chiunque tu sia, che serbi ancora, in tutto o in parte,la forma della nascita, l'involucro d'argilla che ritornò alla terra, riappari! ...
Riporta con te quello che tu portavi: cuore e forma sottrai ai vermi l'aspetto che fu tuo
Appari. Appari. Appari!
(Apparizione nel silenzio del fantasma di Astarte)
Manfred
Possibile che questa sia la morte? Le guance sono rosse. Ma ora vedo, non è un colore vivo ma stranamente febbrile; il rosso innaturale che l'autunno imprime sulle foglie morte.
... È Lei! ... La stessa ... Oh Dio! Ch'io debba raggelare nel guardarla? ...
Astarte! ... Perdonami ... o dannami!... Io non posso, ma ditele di parlare!
Voce Nemesi
Per quel potere che ha infranto la tomba che ti rinchiudeva, rispondi a questi che ti ha parlato!Parla a chi ti ha evocato.
Manfred
Tace. Questo silenzio mi risponde.
Voce Nemesi
Il mio potere si ferma qui. Principe
dell'aria, tu solo puoi. Comandale di parlare.
Arimane
Spirito, obbedisci a questo scettro!
Nemesi
Tace sempre. Non è del nostro ordine.
Appartiene ad un altro potere. Mortale, la tua ricerca è vana
Manfred
Odimi, odimi, Astarte, amata, parlami! Tanto ho sofferto e soffro ancora tanto. Guardami
La tua fossa non ti ha mutato tanto quant'io son mutato per te.
Troppo mi amasti, come io ti amai. Non eravamo tatti per torturarci così,
quantunque tosse il più empio dei peccati amarci come noi ci amammo ...
Dimmi che tu non mi detesti ... Che io sconto il castigo per entrambi, che tu sarai del numero beato, e io morrò ... Perché finora tutto quel che odio cospira a incatenarmi all'esistenza, a una vita che mi esclude dall'immortalità, dove il futuro è simile al passato. Non ho tregua.
Non so che cosa chiedere o cercare. Sento soltanto quello che tu sci e io sono. Ma, prima di morire vorrei udire di nuovo quella voce che era la mia musica.
Parlami! Ti ho invocato nelle notti serene, ho spaventato gli uccelli addormentati tra i silenziosi rami, per chiamare te ... Ho risvegliato i lupi montani ho appreso alle caverne a riecheggiare invano il nome tuo adorato; tutto rispose, tranne la tua voce. Parlami! Ho errato sulla terra e non ho mai trovato a te l'uguale. Parlami! T'ho cercato tra le stelle a venire, ho contemplato il cielo inutilmente, senza trovarti mai. Parlami! Guarda, i demoni a me attorno, hanno pietà di me che non li temo ed ho pietà per te soltanto. Parlami! Sdegnata, se vuoi, ma parlami! ... Dimmi non so che cosa, ma che io ti senta una volta ancora ...

Pubblicato il 9/5/2007 alle 16.42 nella rubrica Manfred.

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